Presentazione al Sindaco e alla città di Asti - Borgo San Jorio Sacro Cuore

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Presentazione al Sindaco e alla città di Asti

    

15 maggio 2010

il Borgo San Jorio - Sacro Cuore
si presenta al Sindaco ed alla Città  di Asti

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Corteo Storico

Tema


Il gruppo storico rappresenta l'arrivo in Asti di fra' Jacopo da Varagine per assumere il Priorato del Convento dei frati domenicani predicatori degli Ordini mendicanti che ha sede alla Maddalena, presso le mura settentrionali della città.
Al fine di evitare i pericoli del viaggio da Savona (Varazze) ad Asti, il frate con i suoi conversi si unisce ad una carovana di mercanti astesi provenienti dalla riviera dove hanno acquistato il sale di Hyères (in Linguadoca - Provenza) e barili di acciughe sotto sale.
Per difendere merci e uomini dagli assalti dei contrabbandieri viaggiano con una scorta armata.
Il percorso segue la via più breve che, dal porto di Belangero, per la strada che da S. Teodoro (S. Carlo) al guado del Carleto sul Borbore (zona mulino Gaiato), conduce alla Porta di S. Quirico (fondo via Cavour) per la quale il sale deve obbligatoriamente entrare in città.

Personaggi

Fra' Jacopo da Varagine (Varazze)
1 Chierico
1 converso

2 mercanti di sale
2 mercanti di acciughe sotto sale
2 portantini del sale
2 portantini di acciughe
3 armati di scorta
1 capo scorta


Motivazione

La venuta in Asti di fra' Jacopo da Varagine, personaggio di notevole spessore nella Liguria del suo tempo, testimone di movimenti popolari di carattere penitenziale che diedero poi vita a svariate Confraternite di "battuti" o "flagellanti",  risponde all'esigenza di soddisfare alla domanda di rinnovamento spirituale ed alle esigenze di pacificazione dei contrasti sociali e politici (anche all'interno delle realtà comunali) che in molti luoghi avevano superato il limite della tollerabilità.
I nuovi Ordini Mendicanti dichiarano di voler esercitare una predicazione quantitativamente più efficace là dove la popolazione è più numerosa ed agglomerata (e di conseguenza più elevato il numero di peccatori bisognosi di penitenza).
E nel Piemonte comunale, nel corso del Duecento, Asti è in piena espansione e la presenza in città, fin dal XII secolo, di Francescani e, dal 1219, dei Domenicani ha avuto una rilevante incidenza sulla vita del Comune.

Il Convento domenicano di Asti è al primo posto in ordine di antichità tra le fondazioni piemontesi rappresentate nel capitolo (concistoro) della provincia della Lombardia superiore tenutosi nel 1303 e ci sono motivi per credere che la sua fondazione risalga alla fine del primo quarto del Duecento (intorno al 1219 appunto).
In ogni caso i Predicatori risultano già insediati nel 1235 quando il priore fra' Guido riceve da Giacomo di Valfenera in favore dei Domenicani una cessione di beni, cioè un appezzamento di terreno presso le mura settentrionali della città per la costruzione (o ampliamento) della chiesa dedicata a Gesù, alla Maddalena e a tutti i santi. Successore di Guido sarebbe stato Pietro di Verona, inquisitore (1248 - 1249).
Presso le sagrestie dei frati minori (francescani) e dei frati predicatori (domenicani) venivano depositati e conservati atti e documenti civili: questa funzione di custodia della documentazione pubblica era assai diffusa sia in Asti che altrove ed ha consentito di salvaguardarne la conservazione per lungo tempo.

Jacopo da Varagine

Originario di Varazze, entrò nell'Ordine dei Domenicani nel 1244. Ne fu priore a Como, Bologna, Genova (certificato nel 1260) ed Asti. Nel 1267 fu nominato padre provinciale per la Lombardia, carica che abbandonò nel 1286. Fu arcivescovo di Genova dal 1292 al 1298, anno della morte. In tale ruolo si distinse particolarmente per la determinazione a pacificare, con alterne vicende, guelfi e ghibellini.
Aveva già avuto modo di esplicare la sua arte di pacificatore nel convento della Maddalena in Asti, presumibilmente intorno al 1266.
La sua fama si deve ad una raccolta di vite di santi dal titolo  Legenda aurea (Legenda sanctorum) iniziata negli anni sessanta, durante la permanenza ad Asti, e rielaborata fino al 1298. Trattato di mitografia agiografica medievale composto proprio con l'intento di mettere ordine tra le innumerevoli tradizioni riguardanti i santi che affollavano il calendario liturgico, rappresenta la Summa medievale del leggendario sulla santità. L'opera, composta in latino, fu in seguito diffusa in versione volgarizzata ed ebbe straordinaria influenza sulla successiva letteratura religiosa e servì come fonte iconografica per numerosi artisti.

Il sale

Il sale poteva entrare in città solo attraverso le Porte di S. Pietro in Consavia e di S. Quirico.
Delegati a riscuotere il pedaggio del sale sono esclusivamente i gabellieri che ne hanno ottenuto l'appalto dal Comune e che, per la loro funzione, sono autorizzati a circolare armati e muniti di lanterna per il controllo notturno, possono arrestare coloro che infrangono le delibere degli Statuti della Città di Asti e sequestrare merce ed animali, sia in Asti che fuori, e consegnarli al Podestà.
Chi tenterà di ostacolare l'appaltatore della gabella nel compimento del proprio dovere e chi cercherà di sottrarre sale, animali e persone sarà condannato dal giudice delle gabelle alla multa di 100 libbre in denaro d'Asti (=lire astesi), pagamento imposto anche, ove necessario, con l'impiego di cavalieri e soldati.
Il trasporto deve avvenire per strade preordinate, designate dagli appaltatori della gabella e comunque sempre per le vie più brevi e dirette per Asti. Nessuno, castellano o patrizio, sul territorio di Asti può esigere pagamento di gabelle del sale né consentire il transito per strade diverse da quelle preordinate. Percorsi alternativi possono essere proposti esclusivamente dagli appaltatori stessi, i quali però hanno l'obbligo di farli conoscere a tutti tramite banditore per le vie della città.
Le località dove l'appaltatore ed i suoi funzionari possono riscuotere il pedaggio del sale sono {…} Castagnole Lanze {…} Neive  {…} Isola e Belangero (porto sul Tanaro).
A pagamento effettuato (non più di 20 soldi per mina astese di sale), chiunque è legittimato a vendere, o a far vendere, il sale nella città di Asti e nei borghi entro le mura, o ad esportarlo fuori Asti, dai borghi e dal distretto liberamente (ma soltanto finché non è scaduto il mandato dell'appaltatore presso cui ha pagato). Tutti i mercanti di sale nella città e nei borghi di Asti dovranno venderlo attenendosi alla "misura del sale" del comune astese.
Le Acciughe

Il commercio di pesce salato (acciughe, sarde, merluzzo) in Piemonte è già praticato nel medioevo e si muove sulla antica "via del sale", soprattutto per l'iniziativa di famiglie di origine ebraica.
Anche popolazioni delle Valli Varaita e Maira,  che utilizzano i passi alpini come via di transito, riportano nella nostra regione dalla Provenza, dove si recano a praticare durante l'inverno il lavoro di bottai, i loro barilotti pieni di pesce salato. E' presumibile perciò che i mercanti di acciughe, provenienti dal cuneese, si siano aggregati ai mercanti di sale giunti dalla Liguria attraverso la Valle Bormida e con essi entrino in città.
Per il pesce salato non è previsto il pagamento di gabella tanto che si ha notizia di occultamento e mascheramento di partite di sale nascoste sotto strati di acciughe praticando così una forma di "contrabbando" della preziosa merce.

Il sale era indispensabile in passato non solo come condimento per insaporire gli alimenti, ma soprattutto per conservare i cibi in assenza di conservanti chimici e catena del freddo; era inoltre usato dagli speziali-farmacisti nella composizione di medicine e rimedi per sanare malattie e malanni  vari.

Le acciughe, ed il pesce salato in genere (saracche), costando poco in quei tempi per la pescosità dei mari, erano il cibo dei poveri che costituivano la percentuale più alta della popolazione.

La strada

La strada che dal punto della foce del Borbore, detto per consuetudine "guado del Carleto", proseguendo verso S. Teodoro, fino al ponte {di barche} di Isola (passando quindi sul territorio del Borgo San Jorio - Sacro Cuore) è tra quelle che il Comune è tenuto a mantenere sempre in perfetta efficienza.


Fonti bibliografiche
Argenta Agnese,  Lo sviluppo delle vie e dei mezzi di comunicazione
Arleri Elio,   Gabelle e dazi in Asti nel Medioevo
Bera Gianluigi, Asti, Edifici e Palazzi nel medioevo
Bordone Renato,  Opere varie
Borsari Gino,  Le scomode Confraternite ovadesi
Bruzzone Emanuele, Tra valle Maira e Asti, La famiglia di M. del P., acciugaio
Niola Marino,  I Santi Patroni
Rossi Stefano, Leggende di S. Jacopo Maggiore… del Beato Jacopo da Varagine
Vergano Ludovico,  Storia di Asti
Visconti Guglielmo,  Diocesi di Asti e Istituti di vita religiosa
Codice Catenato, Statuti di Asti

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